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Agenzie di rating, gli emendamenti alla Commissione. I 4 punti fondamentali

Oggi l’eurodeputato relatore del parlamento Leonardo Domenici (S&D) ha presentato gli emendamenti alla proposta della Commissione, sotto gli occhi puntati di Standard&Poor’s, Moody’s e Fitch.

Quattro gli elementi fondamentali presentati dal relatore Domenici: 1. proibizione da parte delle agenzie di emettere il rating sul merito di credito degli Stati se non espressamente richiesti dallo Stato interessato; 2. attribuzione a una istituzione Ue indipendente gia’ esistente o da fondare del compito di valutare il merito di credito degli Stati; 3. impedire incroci azionari tra agenzie di rating e proibizione di possedere direttamente o indirettamente strumenti finanziari dall’entita’ valutata; 4. soglia antitrust in base alla quale un’agenzia di rating non puo’ aumentare a oltre il 25% la propria quota di mercato. Attualmente S&P, Moordy’s e Fitch controllano oltre il 90% del mercato mondiale del rating.
Non e’ ancora nota la posizione degli altri gruppi parlamentari, ma e’ evidente che il ruolo del ‘relatore’ del parlamento lo mette in condizioni di dare il la al confronto politico e di partecipare direttamente al negoziato con governi e Commissione europea.

Il fatto politico fondamentale delle proposte e’ assicurare una regolazione piu’ coraggiosa e ambiziosa di quella presentata dalla Commissione che alla fine ha dovuto lasciare per strada l’idea di sospendere la valutazione del debito sovrano per i paesi che stanno negoziando un aiuto finanziario europeo e di proibire fusioni e acquisizioni di certe agenzie di rating. L’idea centrale, ha spiegato oggi Domenici nel corso di un incontro con la stampa, e’ portare alle estreme conseguenza l’indicazione di ridurre l’eccessiva dipendenza dai rating delle agenzie. Cio’ vale per le imprese che emettono bond come per gli stati, il cui merito di credito viene valutato dalle agenzie automaticamente (senza cioe’ che ci sia una richiesta degli stati, tanto e’ vero che il rating non viene pagato).

| Credits RadioCor (Photo BELGA_DPA_O. Berg)


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