
Le decisioni del Consiglio sono inefficienti, sbilanciate e legalmente dubbie
Il gruppo S&D sottolinea il fallimento dell’incontro del Consiglio UE nell’affrontare la azioni più rilevanti richieste dall’attuale crisi economica.
Commentando il risultato dei negoziati di ieri, Hannes Swoboda, leader del gruppo S&D, ha affermato:
“Questo trattato non è necessario e anche se fosse ratificato rimarrebbe una questione aperta, come ha sostenuto anche François Hollande, probabilmente il nuovo Presidente francese, dichiarando la sua intenzione di rinegoziare il testo.”
“Il fatto che il Patto di Stabilità Fiscale sia stato negoziato fuori dalla struttura del trattato esistente resta sbagliato. Invece di unire l’Europa, questo trattato divide l’Europa tra UE a 27 e l’UE a 25. Inoltre è inaccettabile che alcuni governi come la Svezia possano decidere di non firmare l’Iniziativa su Crescita e Lavoro.”
Durante i negoziati del Consiglio, una serie di misure sono state discusse per promuovere la crescita e l’impiego. Commentando i negoziati, Swoboda ha affermato:
“E’ un bene che il Consiglio abbia finalmente accolto alcune delle soluzioni che i Socialisti e Democratici europei hanno proposto per tanti anni. Finalmente, viene riconosciuto il bisogno di affrontare i veri problemi che i cittadini europei si trovano ad affrontare: la mancanza di crescita e l’alto livello di disoccupazione in tutta Europa.”
“Ma questo inizio è estremamente debole. Mentre le sanzioni potranno essere applicate per uno Stato Membro se non dovesse assicurare la sua stabilità finanziaria, non sono previste sanzioni se un paese non dovesse mettere in pratica misure per l‘impiego e la crescita”
“La lotta contro la disoccupazione giovanile rimane ancora debole, e non sono state intraprese ancora misure per creare occupazione.”
I negoziati hanno dato al Parlamento europeo soltanto un ruolo limitato in ogni futura negoziazione sul Patto di Stabilità Fiscale. Swoboda ha aggiunto:
“E’ inaccettabile limitare il ruolo del Parlamento europeo in questo modo. Dobbiamo assicurarci che l’Unione europea non diventi un consiglio di amministrazione che impone le sue decisioni ai governi nazionali, ma un corpo legale basato sulla piena partecipazione del suo popolo rappresentato nell’istituzione del Parlamento europeo.”

